House Sociale

Pubblicato da Amministratore 04/04/2014

Servizio Territoriale di Cittadinanza

Il Programma "House Sociale" Servizio Territoriale di Cittadinanza da noi più comunemente definito “Spazio di tregua”, è un progetto sperimentale che si struttura quale intervento di emancipazione e di tutela di nuclei familiari che in seguito ad una situazione di disagio economico si ritrovano a vivere una condizione di emergenza abitativa. L’attività svolta nel progetto e co- costruita con il committente pubblico (Ente Locale) che individua, oltre all’emergenza abitativa, le potenzialità e le risorse familiari residuali da potenziare in un determinato tempo. Il fine è quello di evitare collocazioni in strutture di accoglienza o altri interventi assistenzialistici, con l’obiettivo di ridare alla famiglia una condizione di vita in cui far esperienza e quindi acquisire le dovute competenze per emanciparsi dallo stato di disagio a partire da una nuova possibilità.

L’intervento è possibile solo se si struttura con l’Ente Locale una partnership di processo che coinvolge attivamente i beneficiari finali.

 

Infatti , gli interventi educativi familiari di successo dipendono non solo dalla capacità degli enti attuanti e non solo degli operatori sociali coinvolti nel progetto ma bensì anche e soprattutto dalle risorse residuali e dei componenti della famiglia presa incarico.

 

Il nostro intervento è partito dall’analisi della resilienza della famiglia stessa, dopo un attenta analisi delle competenze valutate inizialmente dall’ente committente, dall’ente attuatore del progetto e con la partecipazione attiva della famiglia stessa in questa prima fase.

 

L’organizzazione prevede un’accoglienza del nucleo in una unità abitativa autonoma messa a disposizione dall’Ente attuatore, l’erogazione di una borsa lavoro per almeno un anno e un’azione di accompagnamento e di tutorato dell’interno nucleo familiare.

 

L’azione di protezione iniziale del nucleo è seguita altresì da una attenta valutazione in itinere di tutte le risorse e soprattutto delle possibilità esperienziali in cui collocare i vari componenti della famiglia

 

Elementi generativi del progetto

 

I bisogni specifici generativi del progetto, nascono dalla condizione di fragilità di una famiglia che si ritrova a vivere una condizione di precarietà derivante dalla riduzione e/o dalla perdita del proprio reddito familiare e della difficoltà a ricostruire in autonomia la propria stabilità socio – economica familiare. Tale condizione innesca un processo di frustrazione, inadeguatezza e di sofferenza che coinvolge l’intero sistema familiare incidendo anche sulla sfera delle relazioni e delle aspettative dei minori coinvolti.

 

Accade che in questi casi l’Autorità Giudiziaria procede con provvedimenti esecutivi di sfratto con affidamento dei minori a strutture protette educative provocando altresì una frattura dello stesso intero nucleo familiare. Pertanto l’intervento è generato proprio oltre che dalla condizione del momento anche da un’anamnesi biografico familiare che deve intercettare le modalità attraverso cui si è portati a tale situazione al fine di strutturare un intervento di emancipazione e non di assistenza passiva

 

Elementi di innovazione del progetto

 

Gli elementi innovativi del progetto si caratterizzano sia in termini di prodotto e soprattutto di processo.

 

Infatti al centro dell’esperienza c’è una contrattazione pubblico /privato che supera la “delega istituzionale” tipica dei servizi pubblici che altresì ritrova in una co -costruzione non solo del processo ma anche del prodotto la reciproca responsabilità.

 

Le innovazioni si riscontrano anche rispetto ai servizi tipici della cooperazione in quanto anche la stessa azione di Housing, comunemente intesa e gestita dalla cooperazione sociale, coincide con la collocazione abitativa in situazione di emergenza mentre il progetto, a partire da questo bisogno, struttura uno “spazio “ non solo fisico ma esistenziale e soprattutto esperienziale dove far emergere le potenzialità sistemiche del nucleo mediante una “tregua” che possa ridare respiro per la propria autonomia.

 

Altresì il nucleo familiare si è ritrovato ad essere integrato in un tessuto cittadino ben coinvolto all’interno dello stesso processo: lavorativamente – scolasticamente – ludicamente , attraverso la rete formale e informale degli operatori e delle persone coinvolti con la coop. soc. attuante il progetto.

 

Altra innovazione è sicuramente quella di evitare, in situazioni come quelle specifiche, la semplice collocazione dei minori e/o della madre e minori, in strutture di accoglienza di tipo educativo assistenziale che non promuovono alcuna forma di autonomia bensì rinforzano il proprio atteggiamento di passività e di delega istituzionale.

 Supervisore House sociale: dr. Paolo Landi