Articoli della categoria: Notizie

Giornata Mondiale del Rifugiato 20 e 21 Giugno 2018 Lacedonia

Pubblicato da Staff cooperativa il 04/06/2018

                                                             PROGRAMMA

20 Giugno 2018

ore 10.00 – 20.00

Comunità Aperte

         Comunità Sorella Luna Fratello Sole, Corso Augustale 203-209

Gli operatori e i beneficiari del Progetto saranno lieti di accogliere quanti desidereranno far visita alle strutture dello SPRAR per minori stranieri non accompagnati, le Comunità Fratello Sole e Sorella Luna, in corso Augustale 203/209.

 

ore 9.00 – 13.30

Sporchiamoci le mani: piccoli giardinieri crescono

Comunità Alloggio Casa Figli di Dio – Contrada Carducci,11

I bambini della Scuola dell’Infanzia – Istituto Omnicomprensivo “F.De Sanctis” insieme ai beneficiari ospiti dello SPRAR e del Centro di Prima Accoglienza FAMI per minori stranieri non accompagnati di Lacedonia, saranno impegnati in attività di giardinaggio e composizione di piccoli lavori con la terra, presso l’Orto Sociale della Comunità Alloggio “Casa figli di Dio” – CPA FAMI, in contrada Carducci, 11

ore 10.00    20.00

         Mostra Fotografica Cara Italia

         Museo Antropologico Visivo Irpino Via Tribuni, 61

Presentazione dei lavori fotografici del Concorso Cara Italia, indetto dagli operatori SPRAR.

Attraverso l’obiettivo ciascun partecipante racconta in immagini la sua Cara Italia. I lavori saranno esposti dal 20 Giugno al 30 giugno 2018 presso il Museo Antropologico Visivo Irpino, in Lacedonia

   Il Regolamento del Concorso Fotografico è consultabile on-line su: www.cittadellaluna.it oppure sull’evento Facebook https://www.facebook.com/CITTADELLALUNA.IT/

 

21 Giugno 2018  

ore 18.00 

Incontro pubblico

Giardini dell’Istituto F. De Sanctis, P.zza Tribuni  

LACEDONIA” un anno dopo

L’accoglienza in SPRAR, un percorso verso l’autonomia

 

Interventi

         Monsignore Antonio Blundo

         Vicario Generale della Diocesi di Ariano – Lacedonia

        

         Dott.ssa Maria Tirone

         Prefetto di Avellino

 

         Avv. Antonio Di Conza

         Sindaco di Lacedonia

 

Dott.ssa Elena Romano Coordinatrice SPRAR 1090

I primi passi dello SPRAR, racconto breve tra immagini e parole

 

 

Dott.ssa Isabel Cardellicchio -  Referente Educativa SPRAR 1090

Un anno tra noi: la componente spazio-temporale come terzo nella relazione

 

 

 

Dott. Paolo Landi Supervisore SPRAR 1090

La presa in carico, emotività e contenimento

 

Don Sabino  Scolamiero       

Conclusioni

 

Modera Dott.ssa Elena Romano

        

         ore 19.00

         Stand eno-gastronomici

P.zza Tribuni

Esposizione e degustazione di prodotti tipici locali

Pro-loco del territorio di Lacedonia , Associazioni ONLUS , Cooperative Sociali del Territorio e del Consorzio LA RADA 

 

ore 21.30

Concerto #WithRefugees

P.zza Tribuni

la Giornata Internazionale del Rifugiato si conclude con il concerto in Piazza Tribuni. Band e artisti del territorio si avvicenderanno sul palco per festeggiare insieme i rifugiati della Terra

Band e artisti: 

i-sciamina sound system ft ‘O President

Africa Revolution sound
 
sexetera
 

 

 

 

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REGOLAMENTO CONCORSO FOTOGRAFICO “Cara Italia”

Pubblicato da Staff cooperativa il 28/05/2018

TEMA E FINALITÀ

In occasione della celebrazione della Giornata internazionale del Rifugiato che sarà celebrata il 20-21 giugno,  gli operatori dello SPRAR per Minori stranieri non Accompaganti di Lacedonia (Av) indicono un concorso fotografico al fine di sensibilizzare al tema dell’accoglienza e dell’integrazione.

Il suddetto concorso prende spunto dal singolo del rapper italo - tunisino Ghali. “Cara Italia” è un inno al nostro Paese,una vera e propria lettera d’amore che l’artista ha voluto scrivere in un momento storico e culturale delicato per l’Italia in relazione al tema dell’accoglienza. Il rapper, infatti, definisce il Bel Paese la sua dolce metà.

Il concorso invita a raccontare, attraverso immagini, cosa rappresenta l’Italia per i partecipanti.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

La partecipazione al concorso è gratuita, aperta a tutti, singoli o gruppi, e non prevede limiti d’età.

Sono ammesse fotografie inedite, sia in bianco e nero che a colori, con inquadrature sia verticali che orizzontali. A ciascuna immagine deve essere assegnato un titolo. Non sono ammesse foto o immagini ritenute offensive secondo la sensibilità degli organizzatori. Le immagini consegnate non saranno restituite.

 

Per partecipare al concorso è necessario presentare le fotografie, stampate in formato 20X30, entro e non oltre il 16 giugno 2018 al seguente indirizzo:

-      Comunità Sorella Luna Fratello Sole - SPRAR MSNA 1090 , C/so Augustale 203/209, 83046 Lacedonia (Av). 

op  Sede Legale: La Città della Luna Coop. Soc. Via Tanagro, 12 Salerno 84132 1 Piano 

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" La nostra danza con Huruy"

Pubblicato da Staff cooperativa il 08/05/2018

Caro Huruy, inutile dire che ci mancherai, che ci mancheranno i tuoi scherzi, le tue risate, la tua ironia così simile alla nostra, i tuoi occhi vispi e dolci, il tuo “così non va bene” e il tuo chiedere scusa; ci mancherà il tuo accoglierci in turno e le tue chiacchiere folli, la tua intelligenza, la tua forza ma anche la tua fragilità. Ci mancherai in questo e in tutto ciò che ha fatto parte di questi mesi, ma, nonostante la tua assenza è già forte in noi, tratteremo le lacrime nel vederti andar via restituendoti lo sguardo forte di chi ti dice “vai avanti e stai bene, noi, se ne avrai bisogno, restiamo indietro a guardarti le spalle”.. Buona fortuna Huruy!”

Anche stavolta ce l’avevamo fatta… Sentivamo ormai di poter portare al giovane Huruy l’esperienza di un ricongiungimento familiare già avvenuto per un altro ospite eritreo, accolto l’anno precedente, con la sorella in Germania.

L’esperienza, unita al lavoro dell’Equipe educativa e al sinergico lavoro degli Enti, avrebbe giocato una parte essenziale nel fronteggiare i lunghi tempi di attesa di tali procedure, che un minore può comprendere solo fino a un certo punto. La cosa si complica se poi si parla non solo di un minore, ma di un minore straniero non accompagnato, dove “straniero” sottolinea la non conoscenza di una cultura e una procedura nuova fatta di persone sconosciute, mentre “non accompagnato” denota, dalla parte del beneficiario, la sensazione di essere SOLO e, dalla parte dell’equipe, un’assunzione di responsabilità, la responsabilità anche di tracciare in qualche modo il futuro di un’altra persona. E danzando su questi livelli ci siamo posizionati gli uni agli altri collezionando risate, scherzi, leggerezze ma attraversando anche, nei mesi di accoglienza (ben dieci), ritardi, malumori legati alla lunga attesa, intoppi burocratici e a volte disperazione.

Huruy arriva presso la Comunità Alloggio “Casa figli di Dio” in Lacedonia (AV) il 13.07.2017 – nell’ambito del Progetto C.A.SA M.I.A Minori in Accoglienza a volere sui fondi FAMI – con provvedimento del Ministero dell’Interno, dall’hot-spot di Pozzallo in seguito a sbarco nel porto di Ragusa, insieme ad altri ragazzi eritrei, allontanatisi arbitrariamente nei giorni successivi. Huruy però resiste e, in seguito al colloquio legale, afferma la sua volontà di ricongiungersi al fratello in Svezia. Questi pertanto viene subito contattato e dopo alcune incomprensioni sulla procedura si dice ben disposto ad accoglierlo.

Comincia così un percorso che sapevamo già di poter percorrere soltanto se avessimo camminato insieme, e presto lo imparò anche Huruy. Ma di ostacoli su quel cammino ne abbiamo trovati. Un primo step arriva dalla Questura, poiché essendo allora minore di 14 anni Huruy non poteva essere sottoposto alla normale procedura di foto-segnalamento, necessaria al Dublino III poiché il sistema non rilasciava automaticamente il solito codice Vestanet. Riuscimmo pertanto con l’aiuto del nostro Legale di Progetto, l’Avv. Amarilda Lici e l’ufficio immigrazioni di Avellino, nella persona della Dott.ssa Rossana Braca, ad ovviare al problema inserendo manualmente il codice, e precisamente in data 20.09.2017.

Passavano diversi mesi dall’arrivo di Huruy e il ragazzo stanco di aspettare e in seguito ai nostri “non abbiamo risposte, dobbiamo solo attendere” forse cominciava a non credere più alle nostre parole. Tanti investimenti sfumarono pian piano nella nostra testa quando quella mattina del 20.11.2017 non trovammo Huruy nel suo letto. Era scappato! Non potevamo permetterlo, per la nostra responsabilità e perché sapevamo che solo noi potevamo vedere alla fine della strada dove Huruy non poteva ancora arrivare.  Tentammo, chiamandolo, di convincerlo a tornare e anche qualcuno dei suoi amici ci diede una mano.

Col passare dei giorni Huruy saliva su per l’Italia arrivando a Milano. Più si allontanava più vedevamo i nostri sforzi e il nostro lavoro fallire, ma fortunatamente le telefonate col nostro coordinatore, la Dott.ssa Elena Romano, e col tutore, Mirko Mastrogiacomo, sortirono qualche effetto in Huruy che il 24 tornò a Lacedonia prelevato alla stazione di Napoli da un educatore.

Nel riaccoglierlo, triste e a testa bassa, forse avevamo non rispettato i “criteri” del Progetto, preoccupato di lanciare a tutti gli altri beneficiari un cattivo messaggio di accoglienza col ritorno in Comunità, in seguito a una “marachella” del genere. Noi sapevamo che di passi ne avevamo fatti tanti e che Huruy era ancora in grado di farne altri accanto a noi, dopo avergli chiarito che forse stavamo procedendo a minima velocità ma che comunque stavamo andando. E quello infatti fu il vero aggancio di Huruy al Progetto che gli consentì di portare ancora un po’ di pazienza prendendo da noi tutto ciò che nell’attesa avevamo da offrirgli. Ricordo il giorno che ci rispose positivamente l’Unità Dublino, il 21.02.2018. Huruy era sul suo letto ad ascoltare musica: “Huruy…..vai in Svezia!”. Sembrava confuso e forse a quello che aveva tanto sperato non ci credeva ancora. Oltre alla gioia che pian piano emergeva sul suo volto sempre più sorridente, pensammo in cuor nostro che forse il nostro piccolo simpaticone era anche un po’ preoccupato di dover ricominciare.. ma questa volta sarebbe stato diverso. Non avrebbe avuto difficoltà a fidarsi, avrebbe visto finalmente suo fratello, avrebbe potuto nuovamente sentirsi a casa seppur a km di distanza dalla sua terra. Non sarebbe stato più da solo ma parte di un progetto più ampio, con accanto una cura familiare che avrebbe su di lui investito per un futuro migliore, quello che anche noi di lì a breve avremmo delegato ad altri e che sapevamo di aver contribuito a costruire per una svolta decisiva sul suo cammino.

Tuttavia, nel dargli questa informazione sapevamo di dover andarci cauti e che a quella bellissima notizia sarebbero seguiti altri tempi di attesa e ritardi rispetto ad alcune comunicazioni sulla partenza date forse con troppa leggerezza, nella speranza di restituirgli un movimento verso la meta.  Così dopo la richiesta del Tutore, Mirko Mastrogiacomo, al Giudice Tutelare del Tribunale Ordinario di Avellino, per  i ritardi nella partenza che Huruy si chiuse in camera  sconfortato ma circondato, a nostro modo, dall’affetto degli operatori che gli restituivano che ce l’avevamo fatta e che solo il biglietto avrebbe rappresentato il nostro ultimo step. Quello che in un primo momento ci sembrò una mancanza di fiducia nei nostri confronti rappresentò invece una trasformazione da aggancio in ingaggio. Huruy riaprì di nuovo la porta della sua stanza che era anche quella sua fiducia, e della sua pazienza.

Il 12.04.2018 ottenevamo finalmente il lasciapassare per la Svezia e nell’attesa di questa data, ribattezzavamo Huruy “8 Maggio”, giorno della sua partenza, per ricordare a lui  che questa volta c’eravamo davvero e per ricordare a noi stessi che avremmo dovuto fare i conti con la sua mancanza e lontananza, una distanza diversa dai frequenti trasferimenti in territorio nazionale e di per sé più incisiva ed emotiva. Ma eravamo fieri di essere stati noi , insieme con le istituzioni, ad accompagnarlo a quel bivio, a lasciargli la mano e a dirgli “ecco, ora vai per la tua strada..”.

 

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Il welfare aziendale e il mondo cooperativo

Pubblicato da Staff cooperativa il 14/02/2018

 

Recentemente, il Gruppo Cooperativo Gino Mattarelli (CGM) ha avviato un’imponente iniziativa in tema di welfare aziendale. Il progetto è stato presentato anche nel corso della XIII Convention di CGM, dal titolo "Tutta un'altra impresa! Sociale, creativa e sostenibile", tenutasi l’1 e il 2 febbraio scorso a Milano.


Gruppo CGM: un’offerta di welfare aziendale per le imprese

All’interno del nostro lavoro vi abbiamo spesso parlato del potenziale ruolo del mondo cooperativo nel mercato del welfare aziendale. Grazie ad alcune dinamiche e caratteristiche che contraddistinguono il settore - come la presenza di una cultura solidaristica, l’elevata presenza di lavoratrici donne e la democraticità dei processi decisionali - i beni e i servizi di welfare destinati ai lavoratori possono divenire un volàno di sviluppo per il mercato cooperativo. Il welfare aziendale può infatti giocare un duplice ruolo: alcune cooperative sociali possono essere contemporaneamente erogatrici di servizi e beneficiarie di prestazioni di welfare. Questo implementerebbe, da un lato, le loro possibilità di “business” (che, a sua volta, potrebbe essere incentivato anche da partnership con provider privati di servizi di welfare) e, dall’altro, un’economia attenta al bene comune e alla reciprocità.

In questo senso, le potenzialità del welfare aziendale sono state intuite dal Gruppo CGM che, a novembre 2017, ha avviato un progetto volto a sostenere le imprese nella costruzione di piani di welfare aziendale. Grazie alla sua rete, composta da 65 consorzi territoriali e oltre 760 cooperative sociali, CGM ha strutturato un’offerta di welfare aziendale per le imprese. L’offerta di CGM prevede: sostegno alle aziende nelle fasi di analisi dei bisogni aziendali e monitoraggio, progettazione condivisa dei piani di welfare, una piattaforma digitale che consente l’accesso ai servizi realizzate dalle cooperative della rete CGM. La novità è che il progetto si rivolge a tutte le imprese, incluse le stesse cooperative aderenti al Gruppo CGM nel caso in cui decidano di offrire servizi e misure di welfare aziendale ai proprio dipendenti.

Attraverso il portale, i dipendenti possono spendere il proprio conto welfare, richiedere rimborsi, usufruire di convenzioni e sconti per servizi implementati da realtà associate. Le prestazioni disponibili si divino in tre macro-aree:

  • servizi per le persone, che riguardano: l’assistenza fiscale e legale (counseling giuridico, 730, Unico persone fisiche, Isee, fiscalità locale), l’area del benessere (sport, wellness, personal trainer, massaggi, corretta alimentazione), l’orientamento professionale e la formazione (corsi di self empowerment, lingue, full immersion, coaching), le coperture assicurative, viaggi e vacanze (on demand, pacchetti innovativi, selezione dedicata), l’ambito della cultura, del risparmio e del tempo libero (corsi, sport, teatro, cinema, scontistiche su beni e servizi), time saving (personal concierge, disbrigo pratiche, colf);
  • servizi per i figli e la crescita, che comprende: cura dell'infanzia (asili nido, scuole materne, ludoteche e altri servizi prima infanzia, babysitting), campus e soggiorni (campus estivi e invernali 90 giorni, soggiorni estivi per ragazzi in Italia e all'estero), sostegno allo studio e supporto alla genitorialità (ripetizioni, laboratori, doposcuola, disturbi dell'apprendimento, bisogni educativi speciali, testi scolastici, orientamento agli studi, scuola per genitori, consulenze specialistiche), orientamento e formazione (supporto per application e università all'estero, lingue, certificazioni internazionali, inserimento lavorativo), tempo libero (sport, corsi e laboratori);
  • servizi per la famiglia, cioè tutto ciò che riguarda: servizi domiciliari (assistenza domiciliare e infermieristica, fisioterapia, logopedia, educatore professionale, trasporto sociale), servizi residenziali (strutture, servizi di sollievo specialistico, altri servizi erogati in struttura), orientamento e supporto ai familiari care giver (supporto psicologico, mediazione familiare, case management, assistenza amministrativa, informazioni su servizi e agevolazioni), formazione ai care giver, servizi di intermediazione e ricerca badanti, strumenti a supporto (fornitura ausili, domotica, televigilanza, telecontrollo).

Oltre alla piattaforma il progetto CGM prevede che le cooperative interessate ad occuparsi di welfare aziendale possano essere affiancate da “welfare manager” e beneficiare del più generalesostegno offerto dalla rete CGM per sviluppare soluzioni di welfare in grado di rispondere ai bisogni che emergono tra i dipendenti e personalizzare – dove richiesto – soluzioni e servizi.


La partnership con Jointly

Per dar vita a questa iniziativa, CGM ha stretto una partnership con il provider milanese Jointly. Jointly - oltre a mettere a disposizione la sua rete di fornitori e, quindi, arricchire il paniere di prestazioni disponibili - ha portato in dote le sue competenze tecnologiche, fornendo la piattaforma welfare. In questo modo, le imprese clienti potranno avere accesso ad un’offerta “personalizzabile”: grazie alla quantità di società di servizi coinvolte e grazie alla caratteristiche del portale, le realtà clienti potranno differenziare il loro piano di welfare in base alla regione in cui ha sede l’azienda, al numero di dipendenti, alle caratteristiche della popolazione aziendale, ai bisogni sociali espressi, ecc.

CGM a sua volta mette a disposizione di Jointly la sua rete di cooperative e imprese socialioperante sull’intero territorio che potrà così arricchire la già ampia e articolata rete di fornitori con cui opera Jointly.


Welfare aziendale: quali opportunità dal mondo cooperativo?

La recente esperienza del Gruppo CGM ci spinge a riflettere su quelli che possono essere i “legami” esistenti tra il welfare aziendale e il mondo della cooperazione. Come già accennato, il welfare aziendale può rappresentare un importante motore di crescita per l’economia cooperativa, e in particolare per quella sociale. Il “valore” del welfare aziendale per il mondo cooperativo si può manifestare attraverso due dimensioni: una “interna”, in quanto l’insieme dei servizi e prestazioni realizzate a favore dei soci e dei lavoratori delle cooperative consentono a questi ultimi di avere un sostegno concreto in materia di welfare integrativo e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (come evidenziato anche da Pavolini in un suo recente volume); una “esterna”, in quanto il sistema cooperativo (anche attraverso reti e/o consorzi) - dato il suo know-how - può strutturare un’offerta di servizi destinata a altre imprese (profit e non), entrando così all’interno del mercato del welfare aziendale.

Ma come mostra il caso di CGM, cooperative e imprese sociali possono svolgere un ruolo ancora più articolato. Oltre che “semplici” fornitori di servizi possono diventare aggregatori di prestazioni e misure di welfare aziendale mettendo in rete cooperative che offrono servizi diversi configurandoli dentro un pacchetto integrato di misure (ed essere parte di un consorzio diventa un fattore facilitante in questo senso) e/o operatori che dentro il mercato del welfare aziendale intermediano tra domanda e offerta aggiungendosi (ma diversificandosi) al bacino di provider oggi sul mercato.

Tali opportunità sono dettate da alcune qualità intrinseche del settore. In primo luogo, vi è la presenza di una “logica della condivisione” e di un approccio mutualistico molto marcato, che facilitano l’implementazione di un progetto condiviso a sostegno dei dipendenti. In secondo luogo, le realtà cooperative possiedono maggiori competenze - grazie all’esperienza nel settore in cui operano - rispetto a un’impresa for profit nella creazione e nella gestione di servizi di welfare. Infine, grazie a quelle che sono le logiche di fondo del mondo cooperativo (cura dell’altro, assistenza, mutualismo, ecc.), viene data una particolare attenzione alla cura della persona e quindi alle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici.

Ma cooperative e imprese sociali possono rivelarsi un partner strategico dentro partnership multi-attore per una serie di ulteriori ragioni. Sono abituate a operare in partnership e in molti casi possono contare su reti pre-esistenti e già sperimentate che possono diventare “contenitori” nuovi per lanciare piani di welfare condivisi o per aggregare un’offerta di servizi che sia plurale ma al contempo sappia valorizzare la storia e le competenze delle singole cooperative.

Il mondo cooperativo si distingue anche per la capacità di fornire servizi ad alta intensità professionale per rispondere a criticità e bisogni sociali complessi, fornire una lettura dei bisogni, accompagnare e prendere in carico, alimentando un rapporto di fiducia con la controparte. Questo permette di andare oltre le “piattaforme”, per valorizzare l’unicità degli interlocutori (imprese, lavoratori, loro famiglie), proporre piani di welfare personalizzati e dare centralità alla parte più “sociale” del welfare aziendale. A questo scopo si rivelano di vitale importante le nuove figure professionali su cui il mondo cooperativo ha scelto di investire. Si tratta di “welfare manager” come nel caso di CGM (o di “care manager” come nel caso della Rete Comete) opportunamente formati che sanno affiancare le imprese nel comprendere i bisogni e nel definire il pacchetto di misure e servizi da includere nel piano di welfare.

Essere parte di una rete (ad esempio, un consorzio di imprese) favorisce la contaminazione e lo scambio di esperienze e si rivela essere in molti casi fonte di dinamismo e di sollecitazioni a migliorarsi anche sotto il profilo dell’imprenditorialità. Può inoltre favorire la riduzione dei costi di gestione e la condivisione di strumenti.

Infine, la funzione sociale delle cooperative può agire come fattore di traino per il ripensamento di modelli plurali, sostenibili e territoriali. Il loro coinvolgimento può infatti favorire processi di integrazione tra pubblico e privato: co-progettando e co-producendo piani di welfare aziendale cooperative e imprese sociali concorrono a mantenere un livello di servizi alla persona che oggi rischia di venire meno in connessione con la crisi del welfare state e ad orientare e canalizzare le risorse dentro un sistema di promozione sociale in cui l’ente pubblico non scompare ma al contrario assume un ruolo di regia e coordinamento. Così facendo - e potendo contare sulla conoscenza del territorio - il mondo cooperativo può contribuire anche a svolgere una funzione di raccordo del welfare locale.


Le sfide da affrontare

Nel generale contesto di sviluppo del welfare aziendale va prestata molta attenzione ai rischi connessi alla creazione di un sistema integrato - rispetto alla protezione sociale pubblica - di servizi di welfare in azienda. Vanno anche comprese le sfide che riguardano più da vicino il Terzo Settore e il mondo della cooperazione che, come abbiamo visto, guardano con crescente interesse a questo sviluppo.

Le cooperative, abituate ad interfacciarsi e a lavorare con il pubblico, devono ora imparare a interagire con i soggetti profit ripensando la loro offerta di servizi. Devono saper superare la logica dell’essere meri fornitori per puntare a diventare dei veri proprio partner dentro relazioni (quando non vere e proprie reti) con il mondo profit e con il pubblico. Devono sperimentare e possibilmente consolidare nuovi modelli di intervento che sappiano coniugare elementi comuni (es. la piattaforma) e le specificità delle singole imprese e/o gli elementi distintivi (oltre che i bisogni) di un dato territorio. Devono infine saper mediare tra l’interesse (in alcuni casi convenienza) ad entrare in un mercato - quello del welfare aziendale - oggi in forte espansione e le traiettorie che le singole cooperative vorrebbero intraprendere, puntando a valorizzare entrambi.

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Selezione Personale "Area Migranti"

Pubblicato da Staff cooperativa il 23/05/2017

La Cooperativa Sociale “La Città della Luna”

ricerca  personale qualificato sul territorio di Lacedonia (Av) e zone limitrofe per eventuali rapporti di collaborazione nell’ambito dell’Accoglienza dei Minori Stranieri Non accompagnati (MSNA) – Area Migranti.

Il profilo richiesto risponde  ai criteri del Catalogo dei Servizi residenziali della Regione Campania – Regolamento di attuazione della L.R.11/2007 - Figure professionali – Comunità Alloggio per minori e al Decreto Legislativo 18.08.2014 n.142  Accordo/16/64/CR9/C8-C15 del 5.05.2016 – Requisiti minimi per la Seconda Accoglienza dei Minori stranieri non accompagnati . Recepimento e Applicazione.

Figure professionali di I e II Livello : con formazione specifica su tematiche educative e psicopedagogiche  relative all’età evolutiva, nonché sulla mediazione culturale;

Figure professionali di III Livello     : Educatore professionale oppure laureato in scienze dell’educazione/formazione oppure psicologo oppure assistente sociale. In possesso di Laurea Magistrale in Psicologia, in Scienze dell’Educazione, in Scienze della Formazione, in Scienze dei Servizi Sociali, o equipollenti.

Figure professionali :                        insegnate di lingua italiana in didattica dell’italiano a stranieri, Livello I, Livello II secondo le normative vigenti in materia.

In particolare, per  le figure di I II e III livello si richiede preferibilmente:

-           età dai 25 anni in su;

-           conoscenza della lingua inglese;

-           disponibilità alla turnazione diurna e notturna;

-           disponibilità nei trasferimenti dai luoghi di sbarco dei MSNA verso le strutture di prima e/o seconda accoglienza;

-           in possesso di patente tipo B

-           esperienza nel settore specifico e in ambito sociale per il profilo richiesto.

I curricula devono pervenire entro il 16 Giugno 2017

 

alla seguente mail : info@cittadellaluna.it con la seguente dicitura : Selezione Personale "Area Migranti"

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